il miele non pastorizzato venduto online da Foodoteka Foodoteka

Miele Non Pastorizzato: il Miele Grezzo dalle Incredibili Proprietà

di Laura
29-06-2021

Il mondo delle api è meraviglioso perché questi piccoli insetti tuttofare oltre a produrre un capolavoro, il miele, alimento eccellente e salutare dal punto di vista nutrizionale, hanno un ruolo cruciale per la tutela delle biodiversità e in agricoltura impollinando oltre il 75% delle colture che diventano cibo nella tavola di ognuno di noi.

L’argomento miele è tanto vasto quanto interessante basti pensare alle differenze tra i mieli di melata ed i mieli di nettare, alla differenza tra i mieli di millefiori e i mieli di monoflora per arrivare alle diversità imputabili all’ambiente, vale a dire al luogo specifico in cui avviene la bottinatura.

Tralasciando per adesso queste specificità, su cui avremo modo di ritornare perché il mondo delle api e del miele ci piace molto, vogliamo concentrarci sul tema della pastorizzazione del miele per scoprire il miele non pastorizzato e le sue incredibili proprietà.

Questo argomento è, come si suol dire, trasversale in quanto riguarda tutte le varietà di miele. 

Indice Articolo

Miele Crudo non Pastorizzato
Miele Biologico non Pastorizzato 
Miele non Pastorizzato Rischi 
Miele non Pastorizzato in Gravidanza 
Miele non Pastorizzato come Riconoscerlo
Miele non Pastorizzato come Sceglierlo
Miele non Pastorizzato Benefici
Miele non Pastorizzato Online

 

Miele Crudo non Pastorizzato

La pastorizzazione del miele è un processo mediante il quale il miele viene sottoposto ad un trattamento termico a 75/78°C per qualche minuto e poi raffreddato.

 

È un processo che ha lo scopo di:

  • eliminare eventuali spore di un batterio, chiamato Clostridium botulinum dannose solo per i bambini di età inferiore a 18 mesi;
  • rendere più omogenei mieli che possono avere provenienza e qualità diverse;
  • mantenere il miele allo stato liquido evitando la cristallizzazione che è un processo naturale che si verifica spontaneamente, in modo più o meno evidente, su tutti i mieli, ad eccezione del miele di acacia, di castagno e i mieli di melata che, generalmente, tendono a non cristallizzare.

Quando si parla di miele crudo, miele grezzo o miele vergine ci riferiamo ad un miele che non è stato sottoposto ad alcun trattamento termico e quindi non è stato pastorizzato.

Il miele crudo non pastorizzato mantiene integre tutte le sostanze benefiche che naturalmente possiede, quelle tipiche a cui pensiamo quando parliamo genericamente di questo prodotto.

E’ proprio perché i benefici del miele si mantengono integri evitandone la pastorizzazione che si preferisce il consumo di miele crudo. Ma anche nel caso in cui si scelga il consumo di miele non pastorizzato, sono importanti e vanno valutati alcuni aspetti come l’origine del miele, la professionalità e competenza dell’apicoltore, la sua serietà nello svolgimento di tutte le operazioni necessarie perché il miele arrivi nel suo vasetto e, non ultimo per importanza, l'ambiente in cui le api vivono e bottinano.

Una garanzia di qualità del prodotto può essere offerta dalla certificazione del miele come miele biologico non pastorizzato.

Miele Biologico non Pastorizzato

Anche il miele, al pari di altri alimenti, può avere certificazione biologica e in commercio, nei negozi specializzati e oggi anche nel web, è possibile acquistare un miele biologico non pastorizzato.

Quali sono le sue caratteristiche e qual è la garanzia che un miele biologico offre a chi lo acquista?

Secondo la normativa comunitaria, ci sono i seguenti criteri che un miele biologico deve rispettare:

  • l’ambiente in cui le api bottinano: secondo il regolamento europeo CE 834, perché un miele sia biologico, considerando che le api di un alveare bottinano generalmente nel raggio di qualche di centinaia di metri, gli alveari devono trovarsi in una posizione tale per cui, nel raggio di 3 km, le fonti di polline e di nettare siano costituite essenzialmente da coltivazioni biologiche, da flora spontanea non inquinata e siano comunque lontane da discariche, zone industriali, strade ad alta percorrenza ed altre fonti di inquinamento;
  • l’alveare: perché le api possano creare l’alveare e modellare le cellette esagonali in cui depositano il miele, hanno bisogno di fogli di cera che gli apicoltori inseriscono nei favi. Perché il miele sia biologico, questi fogli di cera, non devono contenere tracce di inquinamento e di sostanze chimiche tossiche;
  • l'alimentazione delle api: nella malaugurata ipotesi in cui, per motivi legati al clima le api non avessero avuto la possibilità di preparare una scorta sufficiente di miele e polline per nutrirsi durante l’inverno l’apicoltore può usare, per integrare la loro alimentazione solo miele, polline con certificazione biologica;
  • la cura delle malattie delle api: se le api avessero bisogno di cure, l’apicoltore può usare solo fitoterapici naturali e oli essenziali, non possono essere usati prodotti come antibiotici, insetticidi fungicidi che potrebbero lasciare residui sul miele o nella cera.

Se si considera che il miele è un alimento che tende a trattenere tossine e agenti inquinanti perché le api, muovendosi liberamente nell’ambiente, raccolgono tutto, anche gli agenti inquinanti, e si aggiunge che, per beneficiare delle proprietà benefiche del miele sarebbe utile consumare miele crudo o vergine non pastorizzato non si può che affermare l’importanza della certificazione biologica e privilegiare il consumo di miele biologico non pastorizzato perché ulteriore garanzia offerta al consumatore.

Queste considerazioni sono tanto più vere quanto meno si conosce l’apicoltore. Ad esempio abbiamo la possibilità di conoscere o capire come l’apicoltore lavora e come si comporta con le sue api, essendo il miele un alimento naturale, la certificazione biologica potrebbe avere meno peso nella scelta di acquisto di un miele, ma quando non si conosce l’apicoltore e non è possibile avere informazioni, la certificazione biologica è un valore positivo per il prodotto che vogliamo acquistare.

 

Miele non Pastorizzato Rischi 

Tra i motivi per i quali il miele viene pastorizzato abbiamo citato l'eliminazione di eventuali spore di un batterio, chiamato Clostridium botulinum, che può provocare il botulismo infantile, una malattia importante che porta a danni neurologici del sistema nervoso centrale, ma solo ed esclusivamente nei bambini di età inferiore a 18 mesi.

Perché la malattia può svilupparsi solo nei bambini di età inferiore a 18 mesi? 

Perché le spore del batterio, se ingerite dal neonato, arrivano in un intestino, quello del  bambino, in cui la flora batterica non è completamente formata e quindi potrebbe esserci il rischio di una loro moltiplicazione e dello sviluppo della malattia. 

Rischio che nel bambino più grande e negli adulti non esiste proprio perché, essendo la flora intestinale completa, le spore non possono attecchire e vengono espulse dall’organismo.

Il miele non pastorizzato, quindi non può provocare alcun rischio né per i bambini svezzati né tantomeno per la persona adulta se non una possibile sensibilità e/o intolleranza individuale verso il prodotto che può verificarsi nel consumo di qualsiasi alimento.

Eventuali rischi connessi al miele non pastorizzato sono limitati ai bambini di età inferiore a 18 mesi e scegliere un miele pastorizzato, fuori da questa situazione, è assolutamente da evitare perché si perdono gran parte delle proprietà benefiche del miele e si rischia di acquistare una miscela di mieli di scarsa qualità o addirittura di acquistare prodotti contraffatti che, secondo l’opinione di molti, si celano proprio mediante la pastorizzazione.

 

Miele non Pastorizzato in Gravidanza 

Come abbiamo già ribadito in altre occasioni, noi non siamo né medici né nutrizionisti ma solo appassionati di cibo, di alimenti naturali e cibo autentico cioè di quel cibo che è fatto proprio come “deve essere fatto” e non ha subito alcuna alterazione dal processo di lavorazione.

Questa considerazione generale vale anche per il miele per il quale, in assoluto, privilegiamo quello non pastorizzato, il miele crudo, salvo che non ci siano condizioni, come l’età infantile del bambino, per cui è controindicato.

Il miele in gravidanza  è un alimento universalmente consigliato, nella giusta quantità sia perché concorre alla crescita del bambino sia per le proprietà benefiche che apporta alla mamma.

Insieme alle proteine, idrati di carbonio, vitamine B e C, calcio e molto altro, il miele contiene acido folico, una vitamina che, spesso, viene prescritta dal medico come integratore per un adeguato sviluppo del feto.

Il miele inoltre aiuterà la futura mamma a:

  • conciliare il sonno, riposare e dormire meglio durante la gravidanza: spesso un bicchiere di latte con un cucchiaino di miele riesce a far riposare meglio;
  • restare tranquilla: il glucosio ha azione rilassante;
    tenere sotto controllo il peso: il miele ha un maggior potere dolcificante rispetto allo zucchero per cui a parità di dolcezza, ne viene consumato di meno;
  • facilitare la digestione, l’assimilazione degli alimenti ed è ottimo per combattere la stitichezza che spesso accompagna le donne in gravidanza;
  • rafforzare il sistema immunitario avendo tra i suoi nutrienti un bel gruppo di antiossidanti ed essendo scientificamente provato il suo potere antinfiammatorio: la sua azione anti-microbica è realmente provata da studi specifici in materia.

Tutti quelli elencati sono validi motivi per consigliare il miele in gravidanza chiaramente prestando attenzione alle quantità. Questo perché il miele rimane un alimento calorico il cui utilizzo deve essere proporzionato alla quantità giornaliera di Kcal e di zuccheri che si intendono assumere in modo che non risulti dannoso per la salute della persona e quindi anche per quella della donna in gravidanza.

La quantità da usare giornalmente è una decisione personale o del medico che segue la futura mamma perché chiaramente, nonostante i benefici che il miele apporta, non è consigliabile su chi può sviluppare, durante la gravidanza, forme più o meno importanti di diabete gestazionale.

In relazione invece al rischio connesso alle patologie dovute alla eventuale presenza di alcuni batteri nel miele, quelli che potrebbero creare problemi ai bambini che hanno meno di 18 mesi, si ritiene che, essendo la donna in gravidanza persona in età adulta, il sistema digerente sia sufficientemente maturo per impedirne la proliferazione. 

Per questo motivo non sono evidenti controindicazioni nell'utilizzo di questo alimento sia che si tratti di miele non pastorizzato che di miele pastorizzato.

Ciò nonostante, ci sono opinioni diverse su questo argomento perché c’è chi sostiene che sia meglio usare, durante la gravidanza, un miele pastorizzato che, in quanto soggetto al trattamento termico ad alte temperature, uccide sicuramente qualunque batterio, con la conseguente perdita di gran parte delle proprietà nutrizionali che solo nel miele crudo sono presenti. 

Per contro c’è chi privilegia la naturalità del miele e quindi non sconsiglia l’utilizzo del miele non pastorizzato in gravidanza perché la donna in età adulta e senza problemi particolari di salute, non incontra alcun rischio di sviluppare una patologie.

Noi, non vogliamo dare alcun suggerimento, non è il nostro mestiere, ma ci limitiamo a fornire il nostro contributo ricercando, nelle diverse tipologie di cibi quelli di qualità migliore e questo lo abbiamo fatto anche per i mieli che sono presenti nella nostra selezione.

Sono tutti mieli non pastorizzati, alcuni sono mieli biologici, altri sono mieli da Ape Nera Sicula, un’ape in via di estinzione tutelata da Presidio Slow Food, altri sono mieli, sempre non pastorizzati, da api che bottinano su parchi naturali e/o oasi protette Wwf.

Ma come si fa a riconoscere un miele non pastorizzato?

 

Miele non Pastorizzato come Riconoscerlo

Riconoscere un miele non pastorizzato, vale a dire un miele che non è stato sottoposto a trattamento termico a temperature elevate è abbastanza semplice se si acquista in autunno/inverno e se non è un miele di acacia, di melata e di castagno.

Vediamo il motivo.

Innanzi tutto il miele non pastorizzato è soggetto ad processo naturale che si chiama cristallizzazione. 
Per capire perché la cristallizzazione è un processo naturale basti pensare alla composizione del miele: 80 gr di zuccheri disciolti in 17 gr di acqua! È abbastanza anomalo vederlo liquido!

Tutti i mieli non pastorizzati sono naturalmente soggetti a questo processo in cui gli zuccheri naturali, in esso contenuti, tendono ad aggregarsi sotto forma di cristalli trasformando la consistenza viscosa che il miele ha, nella fase di invasettamento, in una massa dalla texture più o meno finemente granulosa e più o meno compatta. 

Il modo in cui avviene la cristallizzazione è legato all’origine del miele ed alla sua composizione: ci sono mieli che restano allo stato viscoso anche per molti mesi, come il miele di acacia, i mieli di melata o di castagno (potrebbero anche non cristallizzare), altri mieli che cristallizzano già dopo poche settimane dall’invasettamento, come il miele di tarassaco, ed altri ancora che impiegano alcuni mesi per completare il processo di cristallizzazione. 

Quello che è interessante è che la cristallizzazione è una garanzia che il miele non sia pastorizzato e, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, è un pregio e non un difetto del prodotto.

miele cristallizzato Per questo si consiglia di acquistare, salvo che si compri un miele di acacia, di melata o di castagno, e che si compri da apicoltori “seri” che si conoscono, mieli che presentano una cristallizzazione più o meno sviluppata perché è sinonimo che quel miele non è stato pastorizzato e non è stato lavorato con tecnologie aggressive che, come abbiamo già detto, tendono a distruggere le componenti più nobili e peculiari del miele.

L’indicazione in etichetta del processo di pastorizzazione non è obbligatoria per cui possono trovarsi in commercio prodotti in cui è riportata in etichetta la dicitura  “miele soggetto a pastorizzazione” o simile come “ miele non soggetto a trattamento termico” ma, non essendo obbligatorio ai sensi del regolamento UE 1196/2011 che disciplina l’etichettatura del miele, potrebbe anche essere omessa.

Concludendo per rispondere alla domanda “come riconoscere se un miele è pastorizzato”, al di là dei test che, anche nel web si leggono e possono essere fatti ma che sono molto poco attendibili e possono essere smentiti, possiamo asserire che un miele che non cristallizza mai è sicuramente pastorizzato a meno che non si tratti delle 3 varietà, acacia, di melata e di castagno che potrebbero non cristallizzare anche se non pastorizzati.

In questi casi l’evoluzione della loro consistenza non può essere definita a priori essendo influenzata dall’ambiente, dalle temperature e da come viene conservato.

Per questo se un miele naturale viene acquistato in estate, subito dopo la raccolta, è più difficile capire se è stato o meno pastorizzato perché tutti i mieli anche crudi sono piuttosto liquidi. 

Già verso ottobre, la maggior parte dei mieli sono in fase di cristallizzazione: ne avremo alcuni liquidi, altri liquidi ma torbidi, altri già molto cremosi e altri già cristallizzati. A fine anno, devono essere tutti cristallizzati ad eccezione dei soliti mieli di melata, acacia e castagno.

Appurato che la solidificazione del miele non è un difetto, ci preme invece evidenziare quali potrebbero essere gli elementi da prendere in considerazione quando si sceglie un miele.

 

Miele non Pastorizzato come Sceglierlo

Dare consigli su come scegliere un miele non pastorizzato è sempre difficile perché nei mieli naturali ci sono così tante differenze che, non sempre, un determinato aspetto ha un unico significato.

Ciò che possiamo sicuramente dire è che eventuali affioramenti bianchi, la separazione in fasi che si ha quando nel vasetto la parte cristallina si separa da quella liquida e la cristallizzazione incompleta che si ha quando il cristallo cresce nella massa liquida, non sono difetti ma sono evoluzioni normali del miele naturale dovute al diverso ambiente in cui viene conservato. 

L’unico difetto del miele non pastorizzato che è da prendere in considerazione è la fermentazione che si riconosce facilmente perché, sviluppando anidride carbonica, nel miele cristallizzato si formeranno evidenti bollicine all’interno della parte solida mentre, nel miele liquido si formerà una schiumetta bianca in superficie. Quel miele ha avuto problemi per cui è meglio non acquistarlo.

Al di là della fermentazione è molto difficile che un miele non sia buono o meglio che sia dannoso. La data di scadenza, nello specifico il termine minimo di conservazione, che deve essere riportato obbligatoriamente in etichetta, è corretto che sia presente, perché per legge, superata quella data non può essere venduto, ma se già in casa, non esiste alcun motivo per cui non possa essere tranquillamente consumato salvo che non presenti segnali estetici di fermentazione.

L’unico rischio che si corre quando si sceglie un miele non pastorizzato può essere quello di credere che non sia pastorizzato ed invece lo è: si tratta di un rischio che non incide sulla salute della persona ma si acquista un prodotto che non ha le proprietà benefiche che volevamo.

Il vero problema del miele sono invece le contraffazioni quindi capire se ciò che stiamo acquistando è veramente miele oppure no. 

E, nella classifica dei prodotti alimentari contraffatti, il miele è al terzo posto dopo il vino e l’olio.

Le contraffazioni si hanno quando il miele viene tagliato con sciroppi zuccherini o addirittura completamente sostituito dagli stessi e da questo punto di vista è molto difficile difendersi perché le aziende che frodano, contraffacendo i loro mieli, hanno mezzi tecnologici così sofisticati che difficilmente i controllori riescono ad individuare.

La Cina è il paese più responsabile della produzione di questo non miele che poi esporta in tutto il mondo. Prova ne è che, mentre in tutto il mondo la produzione di miele va diminuendo, in termini di volume, a causa della sempre maggior scomparsa delle api, la Cina è l’unico paese in cui cresce esponenzialmente sia la produzione che l’esportazione.

Un’attenzione da avere in fase di acquisto di un miele è quella di evitare di acquistare un prodotto cinese ma bisogna comunque prestare attenzione nella lettura dell’etichetta perché l’obbligo di indicare il paese di origine vige solo in Italia, Cipro e Grecia mentre negli altri paesi europei non verrà scritto Prodotto in Cina ma semplicemente Prodotto non UE.

Senza dilungarsi ulteriormente su questo argomento, vogliamo solo evidenziare che il nostro Paese, ha recepito la normativa comunitaria in materia di miele rendendola ancora più rigida rispetto alle direttive europee. 

Per questo, quando si vuole acquistare un miele non pastorizzato, un miele crudo o vergine che dir si voglia concentriamoci su un prodotto italiano, confezionato in Italia e verifichiamo che sia ben chiara la scritta Miele in etichetta perché verificandosi queste condizioni si ha la ragionevole certezza di non acquistare un miele contraffatto e, non ultimo per importanza, magari un miele che ha un prezzo più alto ma sicuramente il migliore perché è universalmente riconosciuto essere, il miele non pastorizzato italiano, tra i migliori, se non il migliore al mondo!

Miele non Pastorizzato Benefici

Gli effetti benefici del miele non pastorizzato sulla persona sono generalmente noti e, anche noi, li abbiamo trattati quando abbiamo parlato dell’utilizzo del miele in gravidanza perché i benefici sono chiaramente relativi al benessere della persona a prescindere dallo stato o meno di gravidanza.

Quello che ci preme evidenziare è che solo il miele non pastorizzato apporta l’insieme dei benefici evidenziati perché, purtroppo, il processo di pastorizzazione compromette gran parte delle proprietà di questo alimento naturale facendolo diventare semplicemente un alimento che ha poche proprietà in più rispetto ad un altro dolcificante.

Affinché il miele mantenga le sue proprietà originarie nel processo di lavorazione, l’apicoltore deve prestare attenzione a non lavorare mai il prodotto a temperature superiori a 40°C. Questo controllo, così rigoroso, è tipico dei mieli artigianali mentre quelli industriali sono, per la quasi totalità, lavorati a temperature elevate, quindi pastorizzati e spesso anche microfiltrati a pressione creando un ulteriore deterioramento del prodotto in termini di perdita di enzimi e vitamine.

Benefici del miele non pastorizzato

Riepilogando, al di là di intolleranze personali, allergie e bambini di età inferiore a 18 mesi, il miele non pastorizzato è sicuramente un alimento utile da inserire nella propria alimentazione, un alimento che può essere consumato da solo, in abbinamento a bevande per dolcificarle ed in cucina sia per preparare dessert che per rendere più sfiziose ricette salate.

Tra tutti i dolcificanti presenti in commercio, il miele non pastorizzato è considerato uno dei meno dannosi. Seppur il suo indice glicemico sia piuttosto alto, per cui nei soggetti diabetici o in chi soffre di trigliceridemia è sempre consigliabile il parere di un medico, ha un potere calorico lievemente inferiore allo zucchero e vince in assoluto per enzimi, antiossidanti, vitamine e minerali.

A ciò si aggiunga che il potere dolcificante del miele è superiore a quello dello zucchero per cui per ottenere lo stesso risultato in termini di dolcezza, se ne può impiegare di meno.

Tra tutti i mieli non pastorizzati, quello di melata è caratterizzato, rispetto al miele di nettare, da una minore quantità di zuccheri come glucosio, fruttosio e saccarosio, quindi è più adatto all’alimentazione di coloro che vogliono ridurre l’apporto di zuccheri nella dieta, ma attenzione, è anche percepito come meno dolce per cui se ne potrebbe utilizzare una quantità maggiore.

Appurato che i mieli non pastorizzati sono quelli indicati, salvo le eccezioni viste, per avere la certezza di beneficiare delle proprietà naturali che il miele ha, non preoccupiamoci né della cristallizzazione e neppure dei problemi che potremmo collegare a come usare un miele pastorizzato che con molta probabilità è poco liquido.

Ci sono semplici accorgimenti che possiamo seguire se siamo abituati a consumare miele  fluido.

Premesso che c’è il vantaggio che, prelevato con un cucchiaio, se solidificato, non sgocciola, e che se si usa su una bevanda calda si scioglie immediatamente, se proprio non ci piace vederlo compatto, è sufficiente conservare il vasetto in un ambiente tiepido per vedere che diventa in poco tempo più cremoso.

Se invece vogliamo bloccare il processo di cristallizzazione, si può acquistare il miele non pastorizzato allo stato liquido, per esempio durante i mesi estivi quando è appena raccolto, e riporlo in freezer. Il gelo rallenta ogni processo di cristallizzazione mantenendo inalterate tutte le proprietà del miele appena smielato.

 

Miele non Pastorizzato Online

Dove è possibile acquistare un miele non pastorizzato avendo la ragionevole certezza di acquistarlo "buono"? 

Noi suggeriamo tutti quegli esercizi commerciali, alimentari, erboristerie, gastronomie e drogherie che trattano prodotti artigianali di nicchia, eccellenze alimentari, i luoghi in cui si possono avere tutte le informazioni utili per effettuare un acquisto consapevole.

Oggi, grazie al web, possono essere acquistati ottimi mieli non pastorizzati online ricevendoli direttamente a casa. 

Noi di Foodoteka abbiamo selezionato tre diversi produttori di Miele: Nectaris, Carlo Amodeo e Apicoltura Vallera perché in tutti i tre produttori abbiamo riscontrato le caratteristiche ideali perché un miele non pastorizzato sia autentico, buono, sano e genuino.

Nella nostra selezione sono presenti solo mieli non pastorizzati con certificazione biologica come il Miele Biologico di Millefiori di Tiglio , il Miele di Sulla da Ape Nera Sicula e il Miele di Millefiori dell'Oasi Naturalistica del Lago di Alviano tutti prodotti da Apicoltori Italiani che amano le api, le tutelano e le salvaguardano, producendo i loro mieli nel massimo rispetto del prodotto per fa sì che il miele ottenuto conservi integre tutte le sue proprietà benefiche.

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